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Vivere nei sobborghi americani | Dentro la casa di Dawson’s Creek

 

Te lo ricordi Dawson’s creek con le sue bellissime case vista laguna nei classici sobborghi americani di provincia?

Te le ricordi quelle case tutte infila nei sobborghi, che hai imparato a conoscere nelle decine di tv show americani e nei film che hai visto crescendo? Quelle con il giardino tutto curato e la staccionata di legno, con due o tre garage che si alzano automaticamente e le caselle della posta tutte uguali con l’asticella rossa che si alza e si abbassa?

Per tanto tempo mi sono chiesta se fosse tutto vero quello che che vedevamo nello schermo. Se fosse così bello come appariva. Se fosse tutto così pulito e perfetto.

Poi adesso in una di queste villette mono familiari ci vivo…e per quanto sia tutto vero, non è tutto oro quello che luccica. 

Film vs realtà

case tipiche dei sobborghi americani

Insomma è tutto vero?! Assolutamente sì.  100% accurato.

Ci sono le staccionate. Le tipiche casette colorate dei sobborghi con il marciapiede alla fine del giardino, i vialetti e i garage.

Veri sono anche gli enormi frigoriferi, le poltrone che si reclinano e i backyard con i barbecue più moderni.

Ma più lo sguardo dello spettatore si avvicina al soggetto e più vengono fuori i controsensi, le sfumature, le macchie di sporco su una perfezione solmente apparente.

Le case appaiono anche  belle e ognuna unica nel suo genere. Ma sono quelle dei quartieri ricchi.

Il più delle volte basta guidare cinque minuti in più per vedere che in una strada le case si fanno più piccole, i giardini meno verdi e che i tre garage diventano a malapena uno e anche malmesso.

A volte poi le case hanno due porte, e allora vuol dire che la casa è divisa a metà con un’altra famiglia.

Ci sono poi i piccoli villaggi di appartamenti che sono casette piccole e ristrette, con magari il giardino condominiale.

Poi c’è l’hood, lo chiamano gli americani, il ghetto lo potreVialetto dei sobborghi americani mmo tradurre noi, anche se non credo sia la traduzione migliore. Dove le staccionate sono ringhiere sciupate e nel giardino più che il prato c’è la spazzatura.

Dove le macchine si fanno vecchie e polverose, i colori meno accesi. E gli americani (o alcuni americani) ti sussurrano: “Non ci andare di notte lì”.

Quello che vedi in tv è la crème de la crème. Qui giri l’angolo e tutto cambia.

Sobborghi: la fragilità della perfezione

La perfezione non esiste, diceva qualcuno. In America la perfezione sembra uno stile di vita. La casa deve essere perfetta.

Una decorazione diversa a seconda della stagione:gli addobbi di Natale, quelli per il giorno del Ringraziamento, quelli per San Valentino.

E le facciate delle case? Hai visto come sono carine? Con i colori differenti, i mattoncini, i sassi, alcune con le colonne, le fontane bianche,  i vialetti circolari che parcheggiano fino a cinque e sei macchine?

Tutto bellissimo e così caratteristico.

Decorazioni case dei sobborghi americani

Ma poi se ti avvicini. Le ringhiere non sono di legno, ma sono di plastica. Le scale di legno anche ammuffite e con i tarli.

Le case ricoperte di vinile…le tocchi e sembrano leggere come il 45 giri che mettiamo sul giradischi. Legno e vinile. Che si sporca, che si piega e si rompe. Prefabbricati, si potrebbe dire.

Perfette all’apparenza. Resistenti all’apparenza.

Quello che penso sempre è: se una macchina non frena e centra la casa? Nella nostra casa di cemento, la macchina si distrugge. Qui la macchina, nella casa di legno e vinile, è lei a distruggere mezza casa.

E dentro?

La perfezione all’interno è ancora più importante. Tutto deve essere perfettamente in coordinato. Le tende – per finestre grandi oltre misura – devono esserci, anche se non si usano.

Così come le persiane, che sono messe per bellezza e non per utilità (molte sono decisamente troppo piccole per coprire qualsiasi finestra).

Ma di questo…parliamo in un altro post dedicato.

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sobborghi americani

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